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COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 25

“SCULTURE SONORE”

 

Solo il ghiaccio sembra capace di bloccare la dimensione fluida, mutevole e immersiva dell’acqua – spesso associata dalla psicoanalisi alla dimensione femminile – ma è, appunto, soltanto un’illusione, perché la dimensione dell’acqua è quella del costante movimento metamorfico, che attraversa gli stati da solido a liquido, a gassoso.

Si ispira a questo processo biologico di rigenerazione, e a una continua liberazione della forma, la collezione SS 2025 di DURAZZI MILANO che invita ad ascoltare il suono della Natura, a fonderci con essa e a conservare la bellezza rigenerandola e reinventandola, in un ciclo ininterrotto di creazione. In uno spazio architettonico asettico, simile al laboratorio di un artista, sculture di ghiaccio di corpi femminili custodiscono al loro interno un microfono congelato.

Conservate nel tempo come fossili preistorici, emergono da un giardino di nebbia, sciogliendosi progressivamente al suono della voce sintetizzata di una performer, che amplifica le vibrazioni del ghiaccio e innesca una danza ritmica e gestuale.

Come in un rito di celebrazione della vita, avvolte da vestiti in perfetta sincronia con i loro movimenti, queste figure liberate dal gelo fluttuano tra drappeggi e trasparenze che sembrano ricordi di un antico passato.

Mantenendo costanti i tratti ormai distintivi di DURAZZI MILANO – un’altissima sartorialità, un’estetica legata al mondo dell’equitazione e della selleria, la predilezione per il fascino delle uniformi – questa collezione celebra l’imperfetto, il non finito, riscoprendo la cultura DIY e l’estetica dell’objet trouvé, con giacche customizzate da medaglie in metallo, abiti dipinti a mano, pantaloni e gonne di rete in macramè.

Il gusto per la sperimentazione si ritrova nell’uso di tessuti performanti, messi in contrasto a materiali apparentemente raw, direttamente ispirati all’Arte Povera, come nelle giacche realizzate in tessuto di rafia o nei capi in pelle con dettagli dal sapore bondage, che confermano anche la predilezione di DURAZZI MILANO per la costruzione di un’armonia tra opposti, tra rigore minimal e dettagli imprevisti, mutevoli, inconsueti.

Tra ibridi, metamorfosi e passaggi di stato, la rappresentazione scenica della collezione SS 2025, riflette il tentativo di rappresentare le potenziali ramificazioni dell’evoluzione, mettendo in scena un mito composto da memorie che sembrano giungere dal futuro.

Mentre il ghiaccio continua a sciogliersi come in una favola Zen, l’attenzione si sposta sui dettagli e da questa finzione ricreata emerge il tentativo di comprendere la sostanza delle cose, di superare l’apparenza, di capire come diverse forme di vita intelligente, siano esse biologiche o tecnologiche, dall’atomo al processore di una AI, facciano tutte parte dello stesso algoritmo evolutivo.

Forse la risposta è nel ghiaccio, nel congelare l’origine delle cose in un bianco abbagliante come quello delle stelle, la cui luce è solo un riflesso del passato, ma resta ancora una guida per il futuro di qualcun altro.

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